di Annalisa Ciaramella
Noi della redazione di Calvizzanonline , oggi 18 novembre ’09 abbiamo rivolto qualche domanda al nostro sindaco l’avv. Giuseppe Granata, a seguito della notizia pervenutaci dal tg 3 in merito al procedimento di custodia cautelare emesso stamane dal tribunale di Napoli nei confronti di 14 casalesi legati al clan dei Bidognetti , di cui Tre sono finiti in cella e 11 sono stati sottoposti ad ordinanze di arresto notificate in carcere.
Tra le varie accuse sul capo degli imputati figurano anche gli omicidi commessi nel 2008, tra cui la strage di Castelvolturno e l’omicidio del nostro concittadino Raffaele Granata, padre del sindaco di Calvizzano avvenuto l’11 Luglio 2008 presso lo stabilimento balneare “La Fiorente” di sua proprietà, perché non si era voluto sottomettere al racket.
Avvocato,quest’ intervista oltre ad essere ritenuta molto importante dalla nostra redazione e non solo per fini giornalistici. E’ anche di interesse per i nostri concittadini. Alcuni di loro,che leggono il nostro giornale e visitano il nostro sito, hanno espresso il desiderio di essere aggiornati in merito a questa terribile vicenda. Addirittura un commentatore del nostro blog ha ipotizzato l’idea di costituirsi come parte civile contro coloro che hanno commesso questo efferato delitto ai danni di suo padre. Cosa né pensa di questa proposta?
“Sarebbe sicuramente una bellissima proposta, che testimonia che la gente ci è vicina su una questione così grave e delicata. Essendo anche un avvocato però non nascondo che si tratterebbe di un’iniziativa molto forte e soprattutto molto difficoltosa anche per lo spessore criminale di questi soggetti. Comunque si tratta di una notizia che in effetti mette un punto fermo rispetto ad un episodio che ci ha visto purtroppo protagonisti e comunque rispetto al quale tuttavia siamo moderatamente soddisfatti, nel senso che finalmente un gruppo di criminali pagherà per questo come per altri efferati delitti di cui si sono resi autori.”
Si ritiene soddisfatto del risultato delle indagini?
“Diciamo che la giustizia fa il suo corso, mi viene da dire questo: lo Stato afferma la sua supremazia, perché a distanza di un lasso di tempo abbastanza accettabile, individua precisamente gli autori e con una misura cautelare lì chiude in carcere. Questo è il preludio di un processo che speriamo si concluda con la condanna a pene esemplari particolarmente severe data la brutalità dell’azione,soprattutto in questa circostanza in quanto ha leso una persona innocente che ha rifiutato di sottomettersi allo scopo di affermare i valori civili dell’onestà, delle regole,della legge e soprattutto della convivenza civile.”
Chi e che cosa le ha dato la forza dopo questa per continuare a combattere e andare avanti nella sua professione e nell’impegno politico?
“Mio padre era un uomo molto forte, del resto se non fosse stato così, non avrebbe potuto raggiungere certi traguardi nella vita. Ha acquisito una discreta posizione con onestà e dedizione. Un uomo, quindi, di grande coraggio che ha saputo trasferire a noi figli. Noi ci portiamo dentro questo orgoglio forte che fa si che di fronte alle difficoltà che sono indescrivibili dopo un evento del genere, siamo qua, siamo tutti uniti e siamo più determinati che mai per portare avanti la tradizione della nostra famiglia quello che nostro padre ci ha lasciato,con la sua grande forza d’animo e coraggio. In questo senso anche per onorare la sua memoria portiamo avanti le difficoltà quotidiane e le responsabilità che in questo momento uno ha proprio per affermare questi principi che c’ha inculcato. Non so quante altre persone sarebbero riuscite a farlo e siamo orgogliosi di poterlo gridare. Noi vogliamo somigliargli!”




