Ancora Caos in zona Cooperative – 47

 

Ancora auto impazzite per il traffico nella zona delle Cooperative a Calvizzano!E ancora una volta,dei Vigili Urbani, nessuna traccia!

Oltre all’inquinamento ambientale, anche quello acustico!

Ieri,12 gennaio 2008,ore 12:30, suonano i clacson a più non posso,tra urla e bestemmie di qualche automobilista stanco di essere fermo nel traffico.

Secondo Voi, un abitante di quelle zone, può sopportare un simile disagio?!

Oltre all’inquinamento ambientale, anche quello acustico!

E’ una vergogna!

Ci accusano di essere troppo filo-Salatiello – 46

 

 

“Siete innamorati di Salatiello”, “State dando troppo spazio a Salatiello”, “Qualsiasi dichiarazione la fate fare sempre a Salatiello. Sono queste più o meno le frasi che abbiamo sentito rinfacciarci in questi ultimi tempi, sia da personaggi vicini a Pirozzi sia da esponenti dell’opposizione.

Queste accuse non ci toccano minimamente, poiché tutti sanno e tutti vedono che Salatiello “fa notizia” ed è chiaro che i giornali e il nostro sito ne parlino immediatamente.

In questo periodo, l’ex sindaco è sicuramente il più attivo politico calvizzanese, in quanto propone e agisce, insomma fa politica. È lui che ultimamente ha fatto continuamente la spola con la caserma dei carabinieri per denunciare fatti e “misfatti” della politica locale. Ha, inoltre, avuto il merito, con la sua azione politica, di bloccare il piano urbanistico comunale; ha denunciato all’opinione pubblica la questione villa Carandante e, come ha scritto su manifesti distribuiti ai cittadini, “che non diventerà più la villa comunale di tutti, come era previsto dal vecchio piano regolatore, ma sarà il giardino privato del presidente del consiglio comunale ’ing. Gaetano Felaco”; ha proposto una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Domenico Trinchillo; ha posto la questione del nuovo cimitero che nel nuovo Puc è previsto in via Adda ai confini con Marano, facendo scatenare la reazione del sindaco di Marano Salvatore Perrotta; era presente solo lui in Consiglio comunale (gli altri componenti dell’opposizione erano assenti) quando ha dichiarato che il Puc non andava esposto prima dell’approvazione perché avrebbe potuto scatenare gli appetiti della criminalità organizzata; dichiarazioni che ha fatto trascrivere dal segretario comunale per portarle a conoscenza del Prefetto; è stato lui ad andare in televisione a denunciare i conflitti di interesse previsti dal Puc e a dire chiaramente che la ditta della moglie del presidente del Consiglio comunale Felaco sarebbe stata favorita per alcune forniture. Anzi, in separata sede, ci ha dichiarato che “la ditta che ha ristrutturato il plesso Diaz avrebbe comprato le mattonelle dall’impresa della moglie del Felaco”.

Sia ben chiaro una cosa: quando Salatiello farà qualcosa di impopolare che va contro gli interessi dei cittadini, saremo i primi a denunciarlo all’opinione pubblica, così come abbiamo fatto in occasione dello spostamento del verde attrezzato dall’area adiacente la cooperativa “La Pineta 75” allo spiazzo dove sono in costruzione i campi da tennis, praticamente sotto casa sua.    

 

Votazioni in tempo reale – 130

 

RISULTATI DEFINITIVI

IL VINCITORE

LISTA GRANATA

Voti n° 4668       56,69%

1) D’Ambra Michele              voti 400

2) Salatiello Giuseppe          voti 395

3) Mauriello Antonio             voti 372

4) Di Rosa Antonio              voti 366

5) Agliata Cristofaro            voti 259

6) Martiello Antonio            voti 237

7) Ferrillo Antonio               voti 218

8) Scimia Giuseppe           voti 217

9) Borrelli Luciano              voti 200

10) Sequino Antonio           voti 197

11) Cavallo Francesco        voti 195

12) Agliata Francesco        voti 193

13) Napolano Pasquale      voti 185 

_______________________________________________

Voti n° 3565     43,03%

1) Pirozzi Giacomo

2) Vellecco Roberto                        voti 310

3) Migliaccio Giovanni (detto Ivano)   voti 262

4) Ferrillo Gianluca                                    voti 231

5) Gala Antonio                              voti 208

6) Di Marino Ugo                            voti 200

7) De Rosa Salvatore                     voti 184

 

Meglio chiarire

Un mese fa il nostro sito ha spento la sua prima candelina. Più di diciassettemila volte è stato cliccato l’indirizzo www.calvizanonline.it. Insomma, un successo al di sopra di ogni aspettativa. Tantissimi i commenti positivi, pochi, per la verità, quelli negativi, per la maggior parte provenienti da ambienti amministrativi o da aficionados del sindaco Giacomo Pirozzi: ci accusano di essere troppo di parte. Allora è meglio chiarire.
Ci siamo sempre sforzati per applicare alla lettera i tre principi cardini del giornalismo: opinioni separate dai fatti, pluralismo dell’informazione, piena autonomia rispetto ai centri di potere. D’altro canto, tutti, indistintamente, possono interagire con il blog esprimendo le loro opinioni che non sono mai state censurate, tranne quelle volgari e offensive.
Il nostro obiettivo, comunque, rimane unicamente quello di migliorare la vivibilità del nostro piccolo paese, di stimolare il dibattito a trecentosessanta gradi su tutte le questioni politico-amministrative, di pungolare gli amministratori a fare meglio il loro lavoro e di lodare tutti coloro che svolgono bene il loro ruolo sia politico che amministrativo.
Un esempio. Siamo venuti a conoscenza che, se dovesse passare questo piano urbanistico, il grande giardino annesso a Villa Carandante non potrà più essere espropriato per finalità pubbliche. Ebbene, noi non ci stancheremo mai di elogiare coloro che si batteranno per far diventare quest’angolo di “paradiso” patrimonio collettivo. Riteniamo, infatti, che la crescita di un paese passi anche attraverso la realizzazione di punti di attrazione per la collettività. Una grande villa comunale collegata a un grande parcheggio e a un’area attrezzata (in via Galiero), il tutto a pochi passi dal centro storico, fungerebbe sicuramente da volano per lo sviluppo della città e rianimerebbe un commercio ai limiti del collasso.
Un altro esempio: concentreremo i nostri sforzi per convincere chiunque amministri a dare ai cittadini delle cooperative spazi di aggregazione e di verde attrezzato, più attrezzature ludico-sportive e luoghi di svago.
Dulcis in fundo, non smetteremo mai di criticare coloro che perseverano nel fare politica per appropriarsi degli strumenti della pubblica amministrazione, per “arraffare” l’arraffabile, per fare business per sé e per amici, parenti e affini, per utilizzare a scopi prettamente privati le risorse e le strutture della cosa pubblica.  
.              

Meglio chiarire

Un mese fa il nostro sito ha spento la sua prima candelina. Più di diciassettemila volte è stato cliccato l’indirizzo www.calvizanonline.it. Insomma, un successo al di sopra di ogni aspettativa. Tantissimi i commenti positivi, pochi, per la verità, quelli negativi, per la maggior parte provenienti da ambienti amministrativi o da aficionados del sindaco Giacomo Pirozzi: ci accusano di essere troppo di parte. Allora è meglio chiarire.
Ci siamo sempre sforzati per applicare alla lettera i tre principi cardini del giornalismo: opinioni separate dai fatti, pluralismo dell’informazione, piena autonomia rispetto ai centri di potere. D’altro canto, tutti, indistintamente, possono interagire con il blog esprimendo le loro opinioni che non sono mai state censurate, tranne quelle volgari e offensive.
Il nostro obiettivo, comunque, rimane unicamente quello di migliorare la vivibilità del nostro piccolo paese, di stimolare il dibattito a trecentosessanta gradi su tutte le questioni politico-amministrative, di pungolare gli amministratori a fare meglio il loro lavoro e di lodare tutti coloro che svolgono bene il loro ruolo sia politico che amministrativo.
Un esempio. Siamo venuti a conoscenza che, se dovesse passare questo piano urbanistico, il grande giardino annesso a Villa Carandante non potrà più essere espropriato per finalità pubbliche. Ebbene, noi non ci stancheremo mai di elogiare coloro che si batteranno per far diventare quest’angolo di “paradiso” patrimonio collettivo. Riteniamo, infatti, che la crescita di un paese passi anche attraverso la realizzazione di punti di attrazione per la collettività. Una grande villa comunale collegata a un grande parcheggio e a un’area attrezzata (in via Galiero), il tutto a pochi passi dal centro storico, fungerebbe sicuramente da volano per lo sviluppo della città e rianimerebbe un commercio ai limiti del collasso.
Un altro esempio: concentreremo i nostri sforzi per convincere chiunque amministri a dare ai cittadini delle cooperative spazi di aggregazione e di verde attrezzato, più attrezzature ludico-sportive e luoghi di svago.
Dulcis in fundo, non smetteremo mai di criticare coloro che perseverano nel fare politica per appropriarsi degli strumenti della pubblica amministrazione, per “arraffare” l’arraffabile, per fare business per sé e per amici, parenti e affini, per utilizzare a scopi prettamente privati le risorse e le strutture della cosa pubblica.  
.              

Meglio chiarire

Un mese fa il nostro sito ha spento la sua prima candelina. Più di diciassettemila volte è stato cliccato l’indirizzo www.calvizanonline.it. Insomma, un successo al di sopra di ogni aspettativa. Tantissimi i commenti positivi, pochi, per la verità, quelli negativi, per la maggior parte provenienti da ambienti amministrativi o da aficionados del sindaco Giacomo Pirozzi: ci accusano di essere troppo di parte. Allora è meglio chiarire.
Ci siamo sempre sforzati per applicare alla lettera i tre principi cardini del giornalismo: opinioni separate dai fatti, pluralismo dell’informazione, piena autonomia rispetto ai centri di potere. D’altro canto, tutti, indistintamente, possono interagire con il blog esprimendo le loro opinioni che non sono mai state censurate, tranne quelle volgari e offensive.
Il nostro obiettivo, comunque, rimane unicamente quello di migliorare la vivibilità del nostro piccolo paese, di stimolare il dibattito a trecentosessanta gradi su tutte le questioni politico-amministrative, di pungolare gli amministratori a fare meglio il loro lavoro e di lodare tutti coloro che svolgono bene il loro ruolo sia politico che amministrativo.
Un esempio. Siamo venuti a conoscenza che, se dovesse passare questo piano urbanistico, il grande giardino annesso a Villa Carandante non potrà più essere espropriato per finalità pubbliche. Ebbene, noi non ci stancheremo mai di elogiare coloro che si batteranno per far diventare quest’angolo di “paradiso” patrimonio collettivo. Riteniamo, infatti, che la crescita di un paese passi anche attraverso la realizzazione di punti di attrazione per la collettività. Una grande villa comunale collegata a un grande parcheggio e a un’area attrezzata (in via Galiero), il tutto a pochi passi dal centro storico, fungerebbe sicuramente da volano per lo sviluppo della città e rianimerebbe un commercio ai limiti del collasso.
Un altro esempio: concentreremo i nostri sforzi per convincere chiunque amministri a dare ai cittadini delle cooperative spazi di aggregazione e di verde attrezzato, più attrezzature ludico-sportive e luoghi di svago.
Dulcis in fundo, non smetteremo mai di criticare coloro che perseverano nel fare politica per appropriarsi degli strumenti della pubblica amministrazione, per “arraffare” l’arraffabile, per fare business per sé e per amici, parenti e affini, per utilizzare a scopi prettamente privati le risorse e le strutture della cosa pubblica.  
.              

Ricordiamo Otello per capire chi soffre – 44

 

Sono trascorsi otto anni dalla morte di Otello Di Maro: si tolse la vita a 54 anni, con un cappio alla gola, in una gelida vigilia di Natale del ’98. Lo fece a mezzanotte, con lucida premeditazione. La sua è una storia “della porta accanto” che, nell’imminenza del Natale, merita di essere raccontata. Era un “nero a metà”: frutto dell’amore di una ragazza di Calvizzano per un militare americano di colore, che aveva promesso di sposarla a guerra finita, ma non si era visto più. Poco più di 50 anni fa, una ragazza madre e un “negro”, diverso suo malgrado (nessuno gli avrebbe dato in sposa una figlia), erano segnati a dito; perciò, avevano vissuto arrangiandosi. Ma Otello studiò da autodidatta, imparò a suonare e coltivare la poesia e interessi multiformi che spaziavano perfino nell’occultismo. Negli anni ’70 si esibiva insieme con Mario Musella, il blusman di “Un’ora sola ti vorrei”. Faceva l’imbianchino e gli piaceva spendere quel poco che guadagnava. Trascorreva gli altri giorni al biliardo con gli amici o al tavolo verde, dato che era anche un giocatore di carte. Sui giornali, il suo suicidio fu archiviato come il caso di un reietto, un disoccupato, un malato di solitudine. Ma Otello non era così. Dalla raccolta delle sue liriche e testi musicali, pubblicata postuma a cura di Paolo Ferrillo e altri amici, emerge l’immagine del poeta di colore che ha conservato in musica e versi la storia disperata della sua anima e della sua voce blues, come ripeteva lui stesso. Suonava la chitarra e aveva una tastiera per arrangiare canzoni. Era uno spirito libero desideroso di giustizia, un cantore metropolitano incline a fondere la poesia con la musica e a inseguire il mito della vita come opera d’arte. La morte della madre fu un brutto colpo: venne a trovarsi solo in “uggiosa misantropia”, dice in una lirica. Da questo nasce in lui la convinzione di un destino già scritto, oltre il quale esiste solo “l’empio gesto della disubbidienza”, il suicidio che meditava da tempo. Il giorno di San Giuseppe del ’98, a un carissimo amico maranese, Peppe Biondi, regalò del liquore marca “Otello”, dicendogli di brindare quando sarebbe morto. Forse voleva che la sua vita finisse come un romanzo ottocentesco, con la speranza che l’aldilà non fosse diviso in bianchi e neri o ricchi e poveri. E così, trovò il coraggio e il modo di non tornare indietro. Fece scomparire tutti i vestiti fino all’ultimo calzino; scrisse agli amici di dimenticarlo; lasciò sul comodino una foto e 10mila lire “Per Caronte”: un’ultima citazione dall’inferno dantesco, partorita con la rassegnazione di chi sa che il Dio dei giusti, da lui tanto cercato, non l’avrebbe accolto. Infine, la morte, alla maniera di un eroe alfieriano, estrema protesta contro un mondo che non gli era piaciuto. Qualche anno fa, un comitato fece registrare un cd con le sue canzoni e istituì un concorso di poesia per giovani talenti; l’amministrazione di Calvizzano manifestò l’intenzione di fare qualcosa in sua memoria, ma poi tutto è finito nel dimenticatoio. Quale momento migliore del Natale, per lanciare l’iniziativa di intitolargli una strada, lui che, come Gesù, nacque povero, soffrì e morì al gelo. Sarebbe una gran bella cosa, un modo concreto per ricordarsi di tutti i poveri e degli emarginati nella festa della vita.

Via Otello, per ricordarsi – 43

 

 

 

 UNA PROPOSTA DI CALVIZZANONLINE

Ci sono uomini “minori” che fanno grande la storia dell’umanità. Minori perché vivono sotto il muro, hanno un’ombra timida. Minori perché sono spezzati in due dal dolore e si trascinano nella vita. Minori perché non li nota nessuno, né prima né dopo la morte. Eppure, a volte, hanno un cuore grande. E – come detto – fanno grande la vita. In questi giorni ricorre l’anniversario della morte di Otello. Chi è Otello? Era un uomo di Calvizzano. La notte del 24 dicembre, mentre tutti cenavano in compagnia, proprio quando la maggior parte della gente saluta la nascita di Gesù, azzannando un capitone, Otello salì su una sedia, strinse una corda ad un gancio e si impiccò. Raggiunse così la madre, il suo unico affetto, morta da poco, dopo aver cresciuto quel ragazzo, figlio della guerra, lasciato in “dono” da un militare americano che prima di partire la mise incinta.

Otello e la mamma hanno vissuto di stenti. Una povertà asciutta e tesa, quotidiana. Dignitosa ma irrecuperabile. Otello e la mamma erano una famiglia: lui si prendeva cura di lei, e lei di lui.

Lui scriveva poesie e canzoni, amava definirsi un artista e, quando la cupezza della sua vita ombrosa non lo attraversava, sapeva farsi voler bene dagli amici da marciapiede. Quando la mamma se ne è andata, a Otello è morto il sorriso sulle labbra. Ha smesso di uscire e si è nutrito di stenti. La sera della vigilia di Natale ha aperto una scatoletta di sardine, l’ha mangiata e poi ha deciso. Gesù nasce e io muoio. Ma sì.

In occasione dell’anniversario di quel suicidio, che ci parla ancora, Calvizzanonline ha voluto ricordare la memoria di quell’uomo, e, con essa, quella di tutto uno spicchio di umanità minore, che ci vive intorno, di cui non ci accorgiamo, e che quando intravediamo ci disturba, ci rovina la festa, ci fa piombare, in un colpo, nel groviglio di paure e sensi di colpa del nostro tempo. Noi vogliamo batterla questa paura di guardare negli occhi chi è indietro. La miseria, la solitudine, la disperazione bisogna portarle addosso. Tutti. Bisogna che ci avvolga, come il cappotto grosso del nonno che fa  da nascondiglio ai nipoti. Siamo tutti nello stesso girone. Se impariamo a guardare in faccia quelli che soffrono, forse possiamo capirli. Capirci. E sentirli. E farli sentire. Con Otello non l’abbiamo potuto fare, ma potremmo portare il carico di qualcun altro, se imparassimo a guardare. Per questo Calvizzanoline, proprio nei giorni di Natale, vuole lanciare una proposta e insieme un appello: intitoliamo una strada della nostra città ad Otello. Inauguriamo una via Otello, e ricordiamoci tutti, così, che è più faticoso e doloroso e duro essere uomini “minori” che uomini celebrati. Tra tanti politici, condottieri, scrittori, filosofi, inventori, santi, re, regine, principi e principesse, fiori, piante, fiumi e capitali europee, troviamo lo spazio per intestare una strada a un uomo vero, solo, morto povero e per amore. Quello che non aveva.

 

 

Antonio Menna